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2 agosto 2010 | Notizie
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato mercoledì a New York, Stati Uniti, la risoluzione che riconosce il diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienici, con 122 voti a favore, 41 astensioni e nessun voto contrario. Centinaia di movimenti sociali di tutto il mondo celebrano questo momento storico.
“Dopo più di un decennio di duro lavoro, il movimento mondiale per il diritto umano all’acqua raggiunge una grande vittoria”, inizia dicendo un comunicato stampa del Consiglio dei Canadesi, organizzazione che è stata fondamentale nella lotta internazionale per questo diritto. Lavora per la
giustizia sociale, economica e ambientale in Canada e in tutto il mondo.
Tre dei membri del Consiglio dei Canadesi erano presenti nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite mercoledì. Uno di loro, Anil Naidoo, ha detto che “questa risoluzione ha l’appoggio impressionante della maggior parte dei paesi, nonostante un pugno di pochi oppositori”.
“Ora deve essere oggetto di seguimento con una rinnovata pressione per la giustizia dell’acqua”, ha aggiunto.
L’iniziativa, che era stata presentata dalla Bolivia con l’appoggio di più di 30 paesi, dichiara “il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienici come un diritto umano essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”.
Manifesta inoltre la sua “profonda preoccupazione” perchè “circa 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e più di 2.600 milioni non hanno accesso ai sevizi igienici di base”.
Aggiunge il suo “allarme” perchè “ogni anno muoiono all’incirca 1.5 milioni di bambini minori di 5 anni e si perdono 443 milioni di giorni di scuola come conseguenza di malattie relazionate con l’acqua e i servizi igienici”.
I movimenti che hanno lottato per il diritto umano all’acqua a livello internazionale sanno bene che il lavoro e la mobilitazione deve continuare per assicurare che si rispetti la risoluzione recentemente votata. “Richiamiamo le comunità di tutto il mondo perchè realizzino azioni per assicurare che i diritti all’acqua e ai servizi igienici vengano implementati”, ha detto Naidoo. “I governi, le agenzie di cooperazione e le Nazioni Unite devono prendere seriamente le proprie responsabilità”, ha enfatizzato.
Vari paesi industrializzati hanno fatto pressioni fino all’ultimo momento per non far approvare la nuova risoluzione, anche se al momento della votazione si sono astenuti per proteggere la propria immagine internazionale. Tra questi paesi risaltano Regno Unito, Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda.
In base all’informazione di Radio Mundo Real, questi Stati avrebbero voluto una modificazione nella redazione dell’iniziativa votata mercoledì per sfumare le proprie obbligazioni future in quanto a garantire il diritto umano all’acqua.
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