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5 giugno 2009 | Notizie | Diritti Umani
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Nonostante le critiche che si sentono sempre più spesso a livello internazionale, Israele continua espandendo i suoi insediamenti nel territorio occupato della Cisgiordania.
Attualmente esistono studi che indicano che i palestinesi che vivono nella Cisgiordania possono utilizzare solo un quinto dell’acqua di una falda acquifera condivisa con Israele, ciò è particolarmente grave dato che la regione sta attraversando un periodo di siccità.
Questo è uno dei punti che tratta un rapporto realizzato dall’organizzazione sudafricana Consiglio di Ricerca di Scienze Umane (HSRC, per la sua sigla in inglese), che fu elaborato da un gruppo di accademici esperti in Diritto Internazionale di Regno Unito, Sudafrica, Israele e Cisgiordania.
Il rapporto sarà presentato ufficialmente a Città del Capo la prossima settimana; nonostante ciò alcune delle sue conclusioni già sono pubbliche e indicano che Israele si è appropriato delle risorse naturali dei Territori Occupati e ha imposto un sistema di dominazione sulla popolazione palestinese che, secondo gli esperti, ha “caratteristiche proprie del colonialismo” e corrisponde alla definizione di apartheid.
Questa valutazione già si illustra nel titolo del rapporto: “Occupazione, colonialismo, apartheid? Una rivalutazione delle pratiche di Israele nei territori palestinesi occupati in funzione del Diritto Internazionale”.
Il rapporto dell’organizzazione sudafricana si somma ad un altro che ha presentato questa settimana Oxfam International, intitolato “La ricostruzione di Gaza: le persone prima della politica”. In esso si indica che 1.5 milioni di palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza corrono il rischio di continuare a sprofondare nella povertà a causa del blocco esercitato da Israele.
Oxfam avverte che i palestinesi non hanno possibilità di ricostruire le 8000 case distrutte a causa dell’incursione militare israeliana avvenuta agli inizi di quest’anno, perchè Israele non permette l’entrata a Gaza di materiali da costruzione.
In questo momento una commissione delle Nazioni Unite si trova a Gaza per indagare le denunce di violazione dei diritti umani avvenute durante gli attacchi.
traduttrice: Giorgia Scurato
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