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5 agosto 2010 |

Dall’Uruguay al mondo

Continuano le ripercussioni per le dichiarazioni dell’acqua come diritto umano dell’ONU

La Commissione Nazionale in Difesa dell’Acqua e della Vita dell’Uruguay ha manifestato la sua soddisfazione per l’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della risoluzione che riconosce il diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienici.

“La Commissione è orgogliosa di essere stata promotora del plebiscito che ha garantito l’accesso all’acqua come un diritto umano fondamentale in Uruguay, pietra miliare per i movimenti sociali che in tutto il mondo hanno lottato per l’esito recentemente ottenuto nelle Nazioni Unite”, esprime un comunicato circolato martedì.

Il governo uruguaiano ha appoggiato la nuova risoluzione nella votazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 28 luglio, a New York, Stati Uniti. La Commissione dell’Acqua uruguaiana sottolinea nel suo comunicato il compimento del governo nazionale con il compromesso di appoggiare questa iniziativa, assunto l’anno scorso dall’ex ministro per le Abitazioni, la Pianificazione Territoriale e l’Ambiente, Carlos Colacce.

L’Uruguay è stato il primo paese del mondo a dichiarare nella sua Costituzione (articolo 47) che l’acqua è un diritto umano fondamentale, in seguito al plebiscito dell’ottobre del 2004 in cui il 64,7 per cento dei votanti ha appoggiato una riforma costituzionale in questo senso.

L’emendamento ha inoltre disposto che i servizi di acqua e servizi igienici del paese devono essere prestati esclusivamente e direttamente da persone giuridiche statali e che si deve dare priorità all’uso umano dell’acqua al di sopra degli interessi delle corporazioni. Si è anche stipulata la partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo delle fonti acquifere.

Il 15 settembre 2009 la Camera dei Deputati dell’Uruguay ha approvato la Legge di Regolamentazione dell’articolo 47 costituzionale e ha convertito in politiche di Stato i principi in esso contenuti.

La Commissione Nazionale in Difesa dell’Acqua e della Vita reitera nel comunicato il proprio compromesso a continuare nella lotta per il totale compimento della riforma costituzionale del 2004. “Proprio come è successo quell’anno, il popolo mobilitato è colui che potrà garantire che il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici sia reso effettivo”, enfatizza.

Foto: www.redes.org.uy

(CC) 2010 Radio Monde Réel

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